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Stati Generali della Natalità

Evento online

Terza Edizione

Allarme culle vuote

“Inverno demografico”, “culle vuote”: tante definizioni e poca concretezza, fino ad ora, intorno a un tema da cui passa il futuro del Paese. Il declino demografico avviatosi dal 2015 è stato accentuato dagli effetti dell’epidemia Covid-19.

E i dati, negli ultimi anni, certificano di volta in volta uno scenario sempre più desolante: ultimo record negativo con 393mila nati nel 2022, 7mila in meno rispetto al 2021 (-1,7%) e ben 183milain meno (-31,8%) rispetto al 2008.

Ormai ci sono oltre 5 anziani per ogni bambino sotto i 6 anni (nel 1971 il rapporto era 1:1), che vuol dire – in pratica – un futuro con tanti nonni e pochi, pochissimi nipoti.

SGdN è un evento organizzato per:

Lo scorso anno abbiamo perso una città come Bari. Trecentoventimilanovecentouno italiani, per la precisione.

Perché lo scorso anno sono morte 713.499 persone, ma ne sono nate appena 392.598. Un record assoluto.
Due anni fa, in un silenzio ancora più assordante, complice il Covid, il saldo morti/nati era stato di circa 350mila. Avevamo perso una città come Firenze.

Partendo da un’attenta analisi dei dati Istat, si cercherà di fare una sintesi chiara e puntuale delle criticità da risolvere urgentemente, confrontandoci con i rappresentanti del Sistema Paese (istituzioni, aziende, banche, media, mondo della cultura e dello spettacolo, società civile).

Mai così pochi bambini nati dall’Unità d’Italia: il nostro sistema economico è in serio pericolo.

399.431 nascite

nel 2021

713.499 decessi

nel 2022

392.598 nascite

nel 2022

Un traguardo concreto: #quota500mila nascite entro il 2033!

Salute

Garantire un sistema sanitario adeguato, che tuteli la salute dell’infanzia.

Scuola

Investire nell’educazione scolastica come fondamenta per il nostro Paese.

Incentivare

Provare a fare proposte per invertire un trend demografico che ha radici profonde.

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I figli sono un dono, ma rappresentano anche un bene comune, capitale umano, sociale e lavorativo. Essi sono il bene più importante che ogni generazione produce e che lascia in eredità al mondo che verrà.

La dinamica demografica del 2021 continua a essere negativa: al 31 dicembre la popolazione residente è inferiore di circa 253 mila unità rispetto all’inizio dell’anno; nei due anni di pandemia il calo di popolazione è stato di quasi 616 mila unità soprattutto per effetto del saldo naturale.

Il record negativo di nascite dall’Unità d’Italia registrato nel 2019 è di nuovo superato: i nati della popolazione residente nel 2021 sono stati appena 399.431, in diminuzione dell’1,3% rispetto al 2020 e quasi del 31% a confronto col 2008, anno di massimo relativo più recente delle nascite. Il calo dei nati totali già osservato nel corso del 2020 (-3,6% rispetto al 2019) tuttavia è dovuto solo in parte limitata agli effetti della pandemia. I primi effetti sulle nascite riferibili ai concepimenti di marzo e aprile 2020 (primo lockdown) possono, infatti, essere osservati a partire dagli ultimi due mesi dell’anno, soprattutto a dicembre 2020 (-10,7%). L’andamento delle nascite nel corso del 2021 consente di avere un quadro più dettagliato delle conseguenze che l’epidemia ha avuto sull’andamento delle nascite. (Fonte: Istat)

Intanto, il sistema di welfare italiano è detto “a ripartizione”, ovvero fondato su un forte patto intergenerazionale: la sua sostenibilità è garantita dal fatto che gli attuali contribuenti, con la corresponsione dei loro tributi, sostengono le prestazioni pensionistiche di coloro i quali sono già in pensione; a loro volta, questi cittadini che oggi sostengono tale impianto vedranno pagate le proprie pensioni grazie ai giovani lavoratori del futuro, e così via.
Con meno nati e quindi con meno contribuenti risulta facile prevedere il collasso di quei pilastri fondamentali su cui regge il nostro Paese, come il sistema scolastico, la sanità pubblica, le pensioni.

7.731.163.804

Popolazione mondiale

58.983.122

Popolazione italiana
(-253.091 sul 31 Dicembre 2020)

10.493.558

Giovani (0-19)

17.887.627

Anziani (60+ anni)

7.731.163.804

Popolazione mondiale

61.050.602

Popolazione italiana

10.992.069

Giovani (0-19 anni)

17.996.797

Anziani (60+ anni)

I figli sono un dono, ma rappresentano anche un capitale umano, sociale e lavorativo. Essi sono il bene più importante che ogni generazione produce e che lascia in eredità al mondo che verrà.

La dinamica demografica del 2021 continua a essere negativa: al 31 dicembre la popolazione residente è inferiore di circa 253mila unità rispetto all’inizio dell’anno; nei due anni di pandemia il calo di popolazione è stato di quasi 616 mila unità soprattutto per effetto del saldo naturale.

Il record negativo di nascite dall’Unità d’Italia registrato nel 2019 è di nuovo superato: i nati della popolazione residente nel 2022 sono stati appena 392.598.. Il calo dei nati totali già osservato nel corso del 2020 (-3,6% rispetto al 2019) tuttavia è dovuto solo in parte limitata agli effetti della pandemia. I primi effetti sulle nascite riferibili ai concepimenti di marzo e aprile 2020 (primo lockdown) possono, infatti, essere osservati a partire dagli ultimi due mesi dell’anno, soprattutto a dicembre 2020 (-10,7%). L’andamento delle nascite nel corso del 2021 consente di avere un quadro più dettagliato delle conseguenze che l’epidemia ha avuto sull’andamento delle nascite. (Fonte: Istat)

Un figlio non è un bene privato, ma un bene comune che genera futuro e speranza.

Intanto, il sistema di welfare italiano è detto “a ripartizione”, ovvero fondato su un forte patto intergenerazionale: la sua sostenibilità è garantita dal fatto che gli attuali contribuenti, con la corresponsione dei loro tributi, sostengono le prestazioni pensionistiche di coloro i quali sono già in pensione; a loro volta, questi cittadini che oggi sostengono tale impianto vedranno pagate le proprie pensioni grazie ai giovani lavoratori del futuro, e così via.

Con meno nati e quindi con meno contribuenti risulta facile prevedere il collasso di quei pilastri fondamentali su cui regge il nostro Paese, come il sistema scolastico, la sanità pubblica, le pensioni.

Il crollo delle nascite nel 2022

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